Parchi

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IL PARCO DELLE TERME DI LEVICO

Vero e proprio arboreto con piante bellissime e maestose, il Parco delle Terme di Levico è uno dei simboli della cittadina termale. Aperto tutto l’anno al pubblico, occupa una posizione favorevole alla crescita di un gran numero di specie arboree, non solo locali ma anche esotiche. I vicini laghi di Levico e di Caldonazzo agiscono infatti da moderatori climatici riducendo gli sbalzi di temperatura fra il giorno e la notte e fra le stagioni.
Tra le numerose specie che danno al Parco delle Terme le caratteristiche di un vero e proprio arboreto troviamo la sequoia gigante (Wellintonia Gigantea) pianta tipica del Nord America, la magnolia (Magnolia Soulangea) originaria del Sud America, piante delle regioni dell’Himalaia come il pino dell’Himalaia (Pinus Excelsa) e il cedro dell’Himalaia (Cedrus Deodara), abeti del Canada (Abies Concolor), splendidi esemplari di faggio (Fagus Sylvatica) e di acacia (Robinia Pseudoacacia Pyramidalis), importata nel nostro continente come pianta ornamentale per la bellezza della fioritura. Non mancano alberi ornamentali originari della Cina come il Ginkgo Biloba, specie introdotta in Europa nel 1750 e la tuia (Thuja Plicata), pianta che cresce spontanea nelle regioni occidentali dell’America del Nord, dal Sud dell’Alaska alla California. Nel parco si trovano anche maestosi esemplari di tigli, betulle e querce (Quercus Peduncolata), piante di glicine (Wisteria Sinensis), arbusto originario dell’Asia orientale, di abete odoroso (Pseudotsuga Douglassi), che è molto diffuso nel Nord America, oltre a piante di agrifoglio e di acero. Infine ci sono specie tipiche della regione alpina come il larice (Larix Decidua), l’unica conifera che d’inverno perde gli aghi dopo essersi colorata di tinte che vanno dall’arancio al giallo.
Un po’ di storia…
Il parco fu creato sul finire del secolo scorso in concomitanza con i lavori per la costruzione dello stabilimento-bagni e del Grand Hotel, che iniziarono nell’autunno del 1898. Oltre 12 ettari di campagna furono trasformati in parco, che venne disegnato e realizzato da Giorgio Zill, giardiniere di rango, giunto appositamente da Berlino. Le piante, già grandi, vennero fatte arrivare a Levico dai vivai austriaci tramite ferrovia e quindi messe a dimora. Il 12 giugno 1900 l’arciduca d’Austria Eugenio visitò in anteprima le nuove Terme con il Grand Hotel, il parco, la villa per la direzione e l’impianto per l’imbottigliamento delle acque minerali, che vennero ufficialmente inaugurati il 16 giugno con una pomposa e solenne cerimonia alla presenza delle più alte autorità e di illustri invitati da tutta Europa. La cittadina divenne ben presto una delle località di soggiorno predilette dalla nobiltà e della borghesia austroungariche, i cui rappresentanti amavano particolarmente passeggiare nell’immenso parco.

APPUNTAMENTI NEL PARCO

Ogni lunedì da giugno a settembre, nell’ambito di “Settegiorni nel verde”, potete visitare il Parco, i vivai e le serre accompagnati dagli Operatori ambientali.

VIVERE IL PARCO

da giugno a settembre matinées musicali, visite guidate, attività per bambini, conferenze e serate naturalistiche.

IL PARCO DELLE TERME DI RONCEGNO

Con i suoi 50.000 metri quadrati, il Parco delle Terme di Roncegno, costituito in prevalenza da conifere e castagni, incornicia lo storico stabilimento termale in stile liberty.

I BIOTOPI

Boschi, prati, cime innevate e gorgoglianti torrenti dalle acque cristalline attirano immediatamente l’attenzione dei visitatori. Ci sono tuttavia degli ambienti meno conosciuti, all’apparenza poco significativi, che rappresentano però un fiore all’occhiello per il Trentino. Si tratta dei biotopi: aree piccole o grandi che la Provincia Autonoma di Trento con la legge del 23 giugno1986 n.14 ha posto sotto particolare tutela.
Etimologicamente ”biotopo” deriva dal greco e significa “luogo di vita” per indicare delle zone ad elevato valore naturalistico. Sostanzialmente queste “perle” di natura si possono dividere in:

zone umide che sono molto importanti per la salvaguardia della qualità delle acque e costituiscono fonte di alimentazione o luogo di riproduzione e di sosta per gli uccelli acquatici durante le migrazioni; hanno inoltre caratteristiche tali da favorire la crescita e lo sviluppo di specie floreali rare.

aree nelle quali l’habitat è ottimale per la vita di specie animali e vegetali di particolare interesse naturalistico delle quali si voglia evitare l’estinzione.

In totale i biotopi censiti sono 287, dei quali 68 di interesse provinciale.
Queste oasi naturalistiche in alcuni casi sono state attrezzate con sentieri di visita al fine di rendere più agevole il percorso e recare il minimo danno alle specie animali e vegetali che le popolano.
Si tratta di zone umide identificate per tipologia in “Canneto” (Canneto di Levico e Canneti di S.Cristoforo rispettivamente sul lago di Levico e di Caldonazzo), “Canneto e Bosco ripariale” (Inghiaie, nel fondovalle a sud di Levico), Torbiera (lago Pudro, tra i dossi a ovest di Pergine).
Numerose sono le specie di uccelli che popolano le rive del lago e che qui trovano una straordinaria varietà di ambienti, dal bosco igrofilo al canneto all’acqua libera: possono quindi sostare, nutrirsi e riprodursi in tutta tranquillità. Con occhio attento e un po’ di pazienza si può facilmente osservarli, grazie anche alle torrette di avvistamento erette in punti strategici.
Anche sotto il profilo della vegetazione, numerose sono le specie che caratterizzano questi luoghi. In alcuni casi sono piante comuni (salici, ontani, betulle e qualche tifa), in altri specie rare, come alcune piante carnivore (le Drosere e l’Utricolaria).
Ogni giovedì da giugno a settembre, nell’ambito di “Settegiorni nel verde”, gli Operatori Ambientali propongono visite guidate ai biotopi canneto S.Cristoforo e Inghiaie.