Montagna

A pochi chilometri dal fondovalle, le montagne della Valsugana, il gruppo montuoso del Lagorai e l’altopiano di Vezzena, ci riportano alla tranquilla atmosfera di un tempo, quando stress e frenesia erano termini ancora sconosciuti.
Decine sono gli itinerari, percorribili a piedi in mountain bike o a cavallo, che offrono panorami mozzafiato sulle tracce della storia, della cultura e delle tradizioni più genuine che ancora si mantengono.
Un ambiente dove regnano sovrani quiete e bellezze naturali con estesi boschi di conifere, piccoli laghi, pascoli e praterie alpine.

IL LAGORAI

E’ una delle catene montuose più estese, suggestive e meno conosciute delle Alpi orientali.

Si snoda per circa 50 km.ed è formata da porfidi quarziferi permiani. Raggiunge la sua massima elevazione con i 2.754 metri di Cima di Cece.

Contraddistinta da una natura selvaggia, questa dorsale nasconde numerose testimonianze di un’antica antropizzazione pastorale. Ricchissimi di laghi di origine glaciale (ve ne sono oltre 100 situati intorno ai 2.000 metri) e di torrenti, questi rilievi sono stati modellati dalle glaciazioni quaternarie. I limitati interventi dell’uomo hanno contribuito a preservare la flora e la fauna. Accanto a numerose specie di animali selvatici minori, qui vivono i più celebri mammiferi delle Alpi: camosci, caprioli, cervi, marmotte dalla folta pelliccia e nell’avifauna alcune coppie di aquile reali, falchi pellegrini, galli cedroni e forcelli. Di notevole interesse è anche il patrimonio forestale e la flora alpina minore. In queste zone durante la prima guerra mondiale passava il fronte austro-ungarico, come testimoniano i numerosi resti delle opere difensive sparse sull’intero gruppo montuoso.
A chi ama il trekking il Lagorai offre percorsi facili ed effettuabili anche nell’arco di mezza giornata, ma anche itinerari più impegnativi e lunghissime suggestive traversate anche di più giorni. In questo caso potranno usufruire della semplice ospitalità delle caratteristiche malghe di alta quota, lasciate tradizionalmente aperte dai proprietari anche durante la stagione invernale proprio per dare riparo agli escursionisti. In inverno Vetriolo con la vicina Valle dei Mocheni e Roncegno sono il punto di partenza ideale per itinerari di sci alpinismo e per escursioni con le racchette da neve.

COME ARRIVARE

Da Levico Terme lungo la panoramica strada provinciale n°11 con magnifica vista sulla Valsugana, si raggiunge la località Compet e quindi Vetriolo (13 km. da Levico Terme). In alternativa, poco sopra l’abitato di Levico Terme in località Guizza si diparte sulla destra la Strada dei Baiti, che fra splendidi prati e fitti boschi, conduce a Vetriolo.Vetriolo è raggiungibile anche da Pergine Valsugana dalla località Assizzi lungo la strada provinciale n°12, che passa per Vignola Falesina e porta alla località Compet.
Nei mesi estivi Vetriolo è servito da un comodo servizio di autobus di linea.
Da Roncegno si imbocca la strada provinciale n.65 per Ronchi “panoramica della Valsugana” fino al bivio sulla sinistra per le località Pozze e Cinquevalli

L'ALTOPIANO DI VEZZENA

E’ una vera e propria fuga nella tranquillità e nel relax, quella che l’altopiano di Vezzena offre ai visitatori che raggiungono l’omonimo passo situato a 1.417 m. di altitudine. Qui si apre in tutta la sua vastità una verde distesa di prati e pascoli, delimitata da fitti boschi e disseminata di tipiche malghe alpine, antiche costruzioni per il ricovero del bestiame all’alpeggio, utilizzate anche per l’attività casearia.
Durante la prima guerra mondiale tutta la zona, che comprende anche gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, fu teatro di scontri e battaglie come testimoniano i numerosi forti austriaci, che facevano parte di una linea fortificata difensiva costruita dagli Austroungarici. Nei pressi del passo ci sono i resti del forte austriaco Busa Verle (Werk Verle); più in alto si trova il Forte di Cima Vezzena (Werk Spitz Verle), fortezza-osservatorio chiamato “l’occhio degli altipiani”, costruito in posizione strategica a picco sulla roccia. Altri forti si trovano sugli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna assieme a cimiteri militari e ai i resti dell’ospedale militare.
La zona offre numerosi percorsi per escursioni a piedi e in mountain bike. I più allenati possono raggiungere, seguendo i sentieri segnati dalla SAT, la Società Alpinisti Tridentini, Cima Vezzena, chiamata anche Pizzo di Levico (m.1908) e Cima Mandriolo (m.2051), da cui si può godere di una vista mozzafiato sulla valle sottostante. Bellissimi percorsi per passeggiate anche verso l’altopiano di Luserna, isola etnica e linguistica dove si parla il cimbro, un antico dialetto tedesco.
In inverno l’altopiano offre agli appassionati dello sci di fondo decine di chilometri di piste in un ambiente suggestivo e incontaminato, collegate al Centro Fondo Millegrobbe. Per chi predilige lo sci alpino sono a disposizione i vicini impianti di Malga Rivetta. La zona è ideale anche per escursioni con le racchette da neve e per la pratica dello sleddog.
Prodotto tipico dell’altopiano è il formaggio, che prende appunto il nome di Vezzena ed è uno dei formaggi più antichi e ricercati della tradizione casearia trentina. Viene prodotto nelle malghe e nei piccoli caseifici dell’altopiano di Lavarone e di Folgaria, dove i pascoli sono ricchi di essenze aromatiche. Era per eccellenza il formaggio degli Asburgo: sembra infatti che Francesco Giuseppe non si privasse mai di un pezzo di Vezzena a fine pasto.

COME ARRIVARE

L’altopiano di Vezzena si raggiunge da Calceranica, passando per Bosentino e Vattaro, lungo la strada provinciale della Fricca. Superato Lavarone si prosegue verso la località Monterovere e quindi si raggiunge il Passo Vezzena (38 km. da Calceranica).
L’altopiano è anche raggiungibile, in circa 15 km., partendo da Caldonazzo in località Lochere lungo la strada provinciale di Monterovere, chiamata anche “Menador”, “Pegolara” o “Kaiserjägerweg”. Si tratta di un tracciato militare della prima guerra mondiale. La strada, che sale a tornanti ed offre un’incomparabile vista sulla Valsugana e sui laghi di Caldonazzo e Levico, è in alcuni punti stretta e in forte pendenza, costruita a picco sulla roccia.
I più sportivi possono raggiungere l’altopiano a piedi, da Caldonazzo, lungo due tracciati entrambi piuttosto impegnativi, dai sentieri della Valscura e del Menador, contrassegnati dalla S.A.T.

LAGO DI ERDEMOLO

  • Partenza: Palù del Fersina (Valle dei Mocheni)
  • Tempo percorrenza: 5/6 ore circa
  • Dislivello: 750 m circa
  • Difficoltà: itinerario facile
  • Note: escursione tra rocce e rododendri nel pittoresco gruppo del Lagorai

VIGOLANA

  • Partenza: Centa S. Nicolò – Rifugio Paludei
  • Tempo percorrenza: 7 ore circa
  • Dislivello: 1100 m circa
  • Difficoltà: itineratio di media difficoltà da percorrere con un discreto allenamento
  • Note: un balcone sui laghi di Caldonazzo e Levico.

MARZOLA

  • Partenza: Susà di Pergine
  • Tempo percorrenza: 3 ore circa
  • Difficoltà: itineratio di media difficoltà
  • Note: giunti sulla vetta si gode un magnifico panorama sul lago di Caldonazzo.
  • Dislivello: 1213 m.

FRAVORT

  • Partenza: loc. Tingherla, passando da Canezza, Frassilongo e Roveda (Valle dei Mocheni)
  • Tempo percorrenza: 6 ore circa
  • Dislivello: 1000 m circa
  • Difficoltà: itinerario facile
  • Note: la gita da modo di ammirare i caratteristici masi della Valle: dalla vetta lo sguardo su gran parte del Trentino.

VALSCURA

  • Partenza: albergo Alla Vedova – loc. Lochere – Caldonazzo
  • Tempo percorrenza: 5 ore circa
  • Dislivello: 755 m circa
  • Difficoltà: itineratio di media difficoltà – comporta il superamento di alcune brevi scale
  • Note: fresca valle percorsa da un suggestivo torrente