Fortezze

LE FORTEZZE AUSTRO-UNGARICHE

Nel corso degli ultimi decenni del 1800, nonostante l’Italia fosse legata all’Austria dal patto della Triplice Alleanza, a Vienna si sapeva che si trattava di un accordo destinato a cadere quanto prima. Si decise quindi la fortificazione massiccia del fronte meridionale dell’Impero, dal Passo dello Stelvio alla Marmolada, e furono costruite imponenti fortezze difensive ed offensive, in Valsugana e nella zona degli altipiani, da Cima Vezzena all’altopiano di Folgaria. Nella realizzazione dei complessi fortificati si profuse il meglio dell’ingegneria militare di allora con un enorme utilizzo di mezzi e di uomini. Dopo la I° guerra mondiale, negli anni ’30, i forti vennero minati e smantellati per recuperare il metallo contenuto nelle coperture, operazione che li trasformò in un cumulo di rovine.

FORTE DI TENNA (Werk Tenna) m. 608

Sorge sulla collina di Tenna che divide il lago di Levico da quello di Caldonazzo. Fu costruito tra il 1880 e il 1882. Con il forte Colle delle Benne, a nord-est, costituiva , secondo il solito schema militare austriaco, la chiusura a tenaglia della Valsugana e riusciva a coprire anche la piana verso Caldonazzo. Dal Forte di Tenna si controllava pure l’accesso alla strada di Monterovere, che portava alle fortificazioni situate a Lavarone e sull’ Altipiano di Vezzena. Serviva inoltre da collegamento fra il Forte Pizzo ed il Comando Supremo di Trento. Fu dimesso dal Demanio Militare italiano nel 1931. E’ un’ opera a pianta quadrangolare, realizzata con pietre metamorfiche estratte in una cava in località “Valle dell’ Orco” sulla collina di Tenna: da qui furono trasportate con barconi lungo le sponde del lago di Levico e trasferite con una funicolare sul posto. Il manufatto era articolato su due piani: al piano terra erano ubicate le cucine ed al piano rialzato le camerate. La facciata anteriore presentava 4 semicolonne (ancora visibili) di forma ellittica aventi un’ altezza di 7 metri. Armamento: 8 cannoni da 120 mm M.80 piazzati in casamatta su due batterie, 2 obici da 100 mm M.5 in cupole blindate girevoli. Proprietà: privata. Superficie della zona fortificata: 18.107 mq; area di sedime 300 mq circa. Accesso: la fortezza è raggiungibile dall’abitato di Tenna partendo da piazza S. Rocco e percorrendo via Roma e via S. Valentino.

E’ posto in cima all’omonimo colle che domina il lago di Levico, a circa 2 Km dal centro di Levico Terme. Chiamato anche Forte di San Biagio, fu costruito tra il 1880 e il 1882. Opera gemella del Forte di Tenna, situato sul colle che sovrasta il lago dal lato sud, servì come osservatorio e deposito, data la sua posizione arretrata rispetto al fronte. Smantellato delle strutture in ferro agli inizi degli anni ‘ 30, radiato dal Demanio Militare nel1931, fu venduto per £. 3.000 al Comune di Levico il 13.10.1933. La pianta del forte segue un andamento poligonale ed il fianco nord è munito di un contrafforte con corpo esterno corazzato. La disposizione interna segue gli schemi delle fortificazioni austriache di fine ’800. Una linea di trincee, servita da mulattiera, risaliva l’impervia costa montana fino alla Busa Granda (1.500 m). Armamento: 4 cannoni da 120 mm M.80 in casamatta (feritoie ad apertura minima); 2 obici da 100 mm M.5 in cupole blindate girevoli. Proprietà: Comune di Levico Terme. Superficie della zona fortificata: 20.765 mq; superficie di sedime 240 mq. Accesso: la fortezza si raggiunge partendo dall’abitato di Levico Terme percorrendo via S. Biagio. Giunti al bivio si sale a destra lungo una stradina sterrata fino al colle delle Benna su cui sorge il Forte.

FORTE BELVEDERE (Werk Gschwent) m. 1177

E’ uno dei complessi fortificati meglio conservati, tipico dell’architettura e della tecnica militari dell’Impero austroungarico. Fu costruito dal 1907 al 1914 con il compito principale di controllare la Val d’Astico che si apre a strapiombo sotto di esso. Il motto di cui si fregiava era “per Trento basto io”, a significare che da solo bastava a difendere la città dal pericolo italiano. Attualmente il forte è adibito a Museo ed è visitabile, a pagamento, nei mesi estivi. Si possono percorrere i cunicoli in roccia che scendono o salgono alle cupole, in cui si muovevano a fatica gli artiglieri, agli scudi e agli apprestamenti blindati. Al piano terra si trovano i locali riservati ai servizi come la stazione elettrica e telefonica, la cucina, il deposito dell’acqua, del carburante, delle munizioni e la camera mortuaria. Attraverso una scala si sale ai piani superiori, destinati agli alloggiamenti degli ufficiali e della truppa. Nel forte sono custoditi reperti bellici e materiale documentaristico, lungo i corridoi e in alcuni locali laterali è esposta una ricca mostra fotografica dedicata alla Guerra delle Fortezze. Armamento: 3 obici da100 mm M.9, 2 da 80 mm, 2 da 60 mm e 22 mitragliatrici. Proprietà: Comune di Lavarone. Superficie della zona fortificata: are 1015,74 comprese le 10 postazioni corazzate. Superficie di sedime 40.000 mq. Accesso: la fortezza si raggiunge partendo da Cappella, frazione di Lavarone. Si percorre la S.P. 216 passando per Longhi e al bivio a sinistra lungo la ex strada militare.

FORTE DEL PIZZO O DI CIMA VEZZENA (Werk Spitz Verle) m. 1908

Per la sua posizione strategica era chiamato l’occhio degli altipiani. Era infatti un forte-osservatorio d’artiglieria. Controllava il versante sud verso Asiago ed il versante nord della Valsugana fino alla tenaglia dei forti di Tenna e delle Benne che chiudevano l’accesso a Trento. Situato sulla sommità del Pizzo di Levico o Cima Vezzena, sul bordo di un precipizio, fu costruito dal 1907 al 1915 armato con artiglieria leggera e mitragliatrici per la propria difesa. Era collegato telefonicamente con Monterovere, sede del Comando Militare. Fin dai primi giorni di guerra fu soggetto a furiosi ed impressionanti bombardamenti. Acquistato dal Comune di Levico nel 1933, attualmente riveste notevole interesse soprattutto per la sua posizione ardita e per il panorama che si gode dalla sua sommità. Sul tetto negli anni ’50 la SAT di Levico ha posto una croce metallica, ben visibile anche dalla vallata. E’ un’opera in calcestruzzo e cemento armato originariamente disposta su tre piani, dotata di cunicoli sotterranei e celle stagne per le munizioni. E’ circondato da un fossato ricavato nella roccia che disegna un ferro di cavallo sul terreno profondo circa 5 m. e largo fino a 8. Aveva una pinta trapezioidale inserita in una gola artificiale di roccia protetta da fitte fasce di reticolati. Armamento: 1 cannone da 80 mm M.9 e 5 mitragliatrici. Proprietà: Comune di Levico Terme. Superficie della zona fortificata: are 1.002,30. Accesso: la fortezza è raggiungibile da Passo Vezzena, passando accanto a Forte Busa Verle, e raggiungendo la ex strada militare che sale verso Cima Vezzena. La strada è percorribile soltanto a piedi. Tempo percorrenza 2 ore.

FORTE BUSA VERLE (Werk Verle) m. 1554

Costruito tra il 1907 e il 1914 sorge quasi al confine tra le provincie di Trento e Vicenza sull’ Altopiano di Vezzena tra le malghe Busa Verle e Cima Verle. Insieme ai forti Campo di Luserna e Belvedere di Lavarone, costituiva la cintura difensiva più avanzata sul confine tra l’Impero austro-ungarico e il Regno d’Italia e bloccava la strada per l’ Altipiano di Asiago. Pesantemente bombardato nei primi mesi di guerra, dal maggio 1916, con l’inizio della Strafexpedition (Spedizione punitiva) e lo spostamento più a sud-est del fronte, divenne sede di alloggiamenti e punto ottico di collegamento. Fu smantellato negli anni ‘ 30 e venduto al Comune di Levico, insieme al forte del Pizzo, per £. 2.600 il 28.12.1933. Si recuperò il ferro e l’acciaio e i suoi materiali furono venduti all’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia. Il forte si allunga in linea unica in quattro salti sucessivi per adattarsi alle curve di livello del terreno. Ogni salto si sviluppa su un’altezza di due piani. Era dotato di quatto cupole girevoli e cunicoli blindati collegavano i vari settori. Fu sottoposto a pesanti cannoneggiamenti da parte dell’artiglieria italiana e assalito da truppe di fanteria alpina. Armamento: 4 obici da 100 mm M.9, 2 cannoni da 120 mm M.9, 4 cannoni da 60 mm M.10 nel baluardo frontale, 15 mitragliatrici. Da qui si spararono più di 20.000 proiettili contro le linee italiane. Proprietà: Comune di Levico Terme. Superficie della zona fortificata: are 208,58. Accesso: la fortezza è raggiungibile da Passo Vezzena per la strada che sale verso Cima Vezzena. La strada è percorribile soltanto a piedi.

Si consiglia inoltre la visita dei seguenti forti:

FORTE LUSÉRN O CIMA CAMPO (m. 1550) Comune di Luserna

FORTE CHERLE (m. 1445) Fraz. San Sebastiano - Comune di Folgaria

FORTE DOSSO DELLE SOMME (m 1670) Dosso del Sommo - Fraz. Serrada Comune di Folgaria

FORTE SOMMO ALTO (m 1613) Dosso del Sommo Alto - Fraz. Francolini Comune di Folgaria

Nella zona degli altipiani sono inoltre visibili e visitabili i Cimiteri militari di Folgaria, Lavarone Slaghenaufi e Luserna Castalto, la stazione di collegamento ottico di monte Rust-Horst, il Comando tattico di settore a Virti, l’ospedale ed il cimitero militare forte Cherle, la Scala dell’Imperatore.