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Misterioso come Nessie, magico come una fata: lo Spumante Lagorai emerge dal fondo del Lago di Levico per sorprenderti con il suo carattere spumeggiante. Un TrentoDoc speciale che deve le sue peculiarità al metodo di affinamento del tutto inusuale. Le bottiglie, accuratamente posizionate in grandi casse, vengono collocate sul fondale del Lago di Levico, dove rimangono per un paio di anni, a una temperatura pressoché costante di otto gradi. Dopo essere rimasto a oltre una decina di metri di profondità per ben 24 mesi, grazie anche al monitoraggio costante effettuato dagli operatori di Archeo Sub di Levico, lo spumante raggiunge la sua maturità, pronto da degustare.
Se unico è il metodo per l’affinamento utilizzato, non si può non definire preziosa la storia che ogni bottiglia vuole raccontare. Come quella regalataci dai fratelli Romanese, in occasione della prima estrazione delle casse dal fondo del lago: un brut, ottenuto da uve Chardonnay sapientemente coltivate alle pendici della Catena del Lagorai e vinificate in purezza.

 

bottiglia lagorai per sito 300x213 Uno spumante che nasce sottacqua