I vitigni antichi del Trentino:
dal silenzio delle collezioni all'allegria della tavola

Il Trentino viticolo rappresenta una cerniera culturale tra le viticolture dell'Europa continentale e quella mediterranea. Le prime attestazioni della produzione e consumo rituale di vino in Trentino risalgono al VI-V sec. a.C. da parte delle popolazioni reto etrusche dell'Anaunia (l'attuale Valle di Non), che integrano successivamente le loro conoscenze con gli apporti varietali e commerciali dei Greci focesi di Adria e Spina, attraverso la Valsugana ed in parte la Valle dell'Adige, rapporti che si manterranno saldi anche durante il periodo della presenza veneziana in Trentino.
Le diverse matrici culturali identificano così molti vitigni con nomi vernacolari, spesso appartenenti a poche famiglie varietali, in base a caratteri specifici della morfologia e della produzione, che evidenziano la consistenza delle bacche, la forma del grappolo, l'aroma dell'uva o il luogo primigenio dell'origine. Le grandi variazioni nelle piattaforme ampelografiche non sono quindi solo il risultato dell'integrarsi di comportamenti economici con quelli culturali, come
avviene ai nostri giorni, ma il risultato di eventi indipendenti dalla volontà dei viticoltori di allora, come i grandi cambiamenti climatici della .piccola glaciazione. (XIV-XVII sec.), le conseguenze delle guerre e dei trattati commerciali che spesso hanno causato con forti correnti di emigrazione lo spopolamento di intere valli o l’.arrivo delle malattie cosiddette americane della vite alla fine del XIX sec. Dei circa 56 vitigni censiti nel 1883 dall'Istituto Agrario di S. Michele ne rimangono una ventina e di questi solo cinque o sei sono ancora coltivati.
Dagli anni '60 sull'onda dei movimenti ecologisti internazionali, nell'opinione pubblica si evidenzia sempre più una rinnovata presa di coscienza sull' importanza della conservazione della biodiversità e della necessità di contrastare l'erosione genetica in tutti gli organismi viventi naturali e coltivati. Il passaggio dalla conservazione museale dei vitigni
antichi nelle collezioni ad un loro reinserimento nella viticoltura produttiva è avvenuto però per effetto della banalizzazione che sempre più investe la produzione di vino nel mondo provocata dalla diffusione di pochi vitigni e dalla standardizzazione delle pratiche enologiche. La riscoperta dei vitigni antichi è la risposta più efficace che alcuni viticoltori
trentini danno a questo processo inarrestabile di omologazione non solo nell' agroalimentare, ma questi vini "riscoperti" devono rimanere dei prodotti d'élite, per pochi amatori delle cose semplici.

ATTILIO SCIENZA
Università degli Studi di Milano






Vini Bianchi Autoctoni

Blanc de Sers Vitigno Wanderbara e Veltliner Rosato Cantina Casata Monfort Lavis
Nosiola Majano affinato in barriques d’acacia Poli Francesco Santa Massenza


Vini Rossi Autoctoni

Pavana della Valsugana Poli Francesco Santa Massenza
Portoghese Casata Monfort Lavis
Destrani Franconia Pravis Lasino
S. Lorenzo Casata Monfort Lavis
Groppello di Revò Augusto Zadra Revò



IL MANIFESTO DELLE TRIPLE A

Manifesto dei Produttori di Vini Triple A
Agricoltori Artigiani Artisti
Ideato e redatto da Luca Gargano nel Luglio 2001

Questo manifesto nasce in seguito alla constatazione che buona parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità del produttore.
La standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nei caratteri organolettici e incapaci di sfidare il tempo.
Secondo questo manifesto, per ottenere un grande vino, ad ogni produttore occorrono 3 doti basilari riassumibili nelle 3 A di:

• A come Agricoltori
soltanto chi coltiva direttamente il vigneto può instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, ed ottenere un’uva sana e matura esclusivamente con interventi agronomici naturali.
• A come Artigiani
occorrono metodi e capacità “artigianali” per attuare un processo produttivo viticolo ed enologico che non modifichi la struttura originaria dell’uva, e non alteri quella del vino.
• A come Artisti
solamente la sensibilità “artistica” di un produttore, rispettoso del proprio lavoro e delle proprie idee, può dar vita ad un grande vino dove vengano esaltati i caratteri del territorio e del vitigno.

Da queste considerazioni iniziali si ricava un decalogo, le cui regole devono essere rispettate da chi voglia produrre vini Triple A.
Il Decalogo dei Vini Triple A
I vini Triple A possono nascere solo:
– da una selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale.
– da produttori agricoltori, che coltivano i vigneti senza utilizzare sostanze
chimiche di sintesi rispettando la vite e i suoi cicli naturali.
– da uve raccolte a maturazione fisiologica e perfettamente sane.
– da mosti ai quali non venga aggiunta né anidride solforosa né altri additivi.
L’anidride solforosa può essere aggiunta solo in minime quantità al momento dell”imbottigliamento.
– utilizzando solo lieviti indigeni ed escudendo i lieviti selezionati.
– senza interventi chimici o fisici prima e durante la fermentazione alcolica diversi dal semplice controllo delle temperature. (Sono tassativamente esclusi gli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo).
– maturando sulle proprie “fecce fini” fino all’imbottigliamento.
– non correggendo nessun parametro chimico.
– non chiarificando e filtrando prima dell’imbottigliamento.


Vini Bianchi

Pinot Grigio Bergamini
Trebbiano d'Abruzzo Emidio Pepe

Vini Rossi

Merlot “Dodòn “ Denis Montanar
Esegesi "Cabernet e Merlot" Eugenio Rosi
Poiema “ Marzemino dei Ziresi” Eugenio Rosi


Vini Bianchi dal Trentino Alto Adige

Valdadige Cantine Cavit Ravina
Prime Rose Cantine Cavit Ravina
Nosiola Bolognani Lavis
Chardonnay Battistotti Nomi
Pinot Grigio Casata Monfort Lavis
Pinot Bianco Zeni Grumo
Müller Thurgau Pojer & Sandri
Riesling Renano Pelz e Piffer Cembra
Sylvaner Valle Isarco Taschlerhof Bressanone
Weiss "Pinot Bianco, Chardonnay " Baron Widmann Cortaccia
Gewürztraminer “ Cancenai “ Rottensteiner Bolzano


Gli Speciali

Sotsàs Cuvée "Sauvignon, Chardonnay, I. Manzoni" Maso Cantanghel Civezzano
Stravino "Chardonnay, I. Manzoni, Riesling, Kerner, Sauvignon" Pravis Lasino
Chardonnay Selezione Praistel Longariva Rovereto
Besler Blank "Pinot B., Riesling R, Sauvignon, Inc. Manzoni e Kerner" Pojer & Sandri Faedo
Kerner “ Prepositus “ Novacella
Sauvignon Baron Widmann Cortaccia
Gewürztraminer Selezione Baron Widmann Cortaccia


dall’Italia

Soave Classico Suavia Soave
Tocai del Collio Draga San Floriano del Collio
Orvieto Secco Mottura Civitella d’Agliano
Vernaccia di S. Gimignano Ris. La Lastra San Gimignano
Verdicchio di Matelica Azienda del Carmine
Vermentino di Gallura Pedra Majore Calangius
Prosecco Vallis Mareni Premaor

dalla Francia

Chablise Chaude Ecuelle
Poully Fumé Gui Saget


Vini Rossi dal Trentino Alto Adige

Valdadige Rosso Cavit Ravina
Marzemino Simoncelli Rovereto
Teroldego Rotaliano Fedrizzi Mezzolombardo
Pinot Nero “Blauburgunder” Rottensteiner Bolzano
Merlot Battistotti Nomi
Vernaccia Baron Widmann Cortaccia
Cabernet Sauvignon Balter Rovereto
Rebo Pravis Lasino
Lagrein Casata Monfort Lavis
Lago di Caldaro “Kalterersee” Rottensteiner Bolzano
Quattro Vicariati "Merlot - Cabernet" Cavit Ravina
Rot "Cabernet Sauvignon e Franc - Merlot" Baron Widmann Cortaccia
Cabernet Sauvignon


Gli Speciali

Marzemino Selezione Letrari Rovereto
Besler Ross "Pinot Nero, Zweigelt Franconia, Negrara , Groppello" Pojer & Sandri Faedo
Syrah Pravis Lasino
Barbanico "Cabernet, Merlot, Lagrein" Balter Rovereto
Pinot Nero Riserva Zinzele Longariva Rovereto
Cabernet Sauvignon “ Marognon “ Longariva Rovereto
Rosso Faye "Cabernet S. Cabernet F.Merlot Lagrein" Pojer & Sandri Faedo
Auhof "Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Syrah" Baron Widmann
Tre Cesure Ris. Marco Manica "Cabernet, Merlot" Longariva Rovereto
Campi Sarni "Cabernet, Merlot"Vallarom Avio
Teroldego Dei Pini Barriques Zeni Grumo
Teroldego Vigilius Barriques De Vescovi Ulzbach Mezzacorona
San Leonardo "Cabernet, Merlot" Guerrieri Gonzaga Borghetto all’Adige


dall’Italia

Lambrusco Grasparossa Barbolini
Lambrusco Amabile Barbolini
Valpolicella Classico Brigaldara
Bardolino Vigna della Corte
Barbera Oltrepò Pavese Montini
Bonarda Oltrepò Pavese Montini
Chianti Classico San Giorgio a Lapi
Rosso Montepulciano Lombardo
Rovaio La Lastra
Cannonau “Tonaghe” Contini
Primitivo di Manduria Feudi Salentini
Nero d’Avola “Terra delle Sirene” Zenner
Amarone Valpilicella Classico Brigaldara
Brunello di Montalcino Palazzo
Barolo Virna
Sassicaia 2002 Tenuta San Guido


dalla Francia

Châteauneuf du Pape Jean Quiot
La Grave Martillac Château Latour-Martillac

Vini Rosati

Schiava Atesina Cavit Ravina
Prime Rose Cavit Ravina
Lagrein Kretzer Rottensteiner Bolzano
Pinot Nero Rosato Zeni Grumo
Blanc de Noir Kranzl Cermes


Vini da Dessert

Moscato Giallo 0,5 Casata Monfort Lavis
Moscato Rosa 0,375 Zeni Grumo
Vino Santo Trentino “Arele”0,375 Pravis
Riesling Renano 0,5 10 Vendemmie Tardive Pelz e Piffer
Recioto Classico “ Acinatico” 0,5 Accordini
Merlino 0,5 Pojer & Sandri
Château Bècherau Sauternes 0,375 Bommes



Spumanti e Champagne

Müller Thurgau
Rotari
Cesarini e Sforza
Brut Rosè Pojer & Sandri
Ferrari
Altemasi
Moët Chandon
Veuve Cliquot
Dom Perignon